LE SUPERFICI PERCETTIVE NELLA RIEDUCAZIONE DEL TRONCO

Le superfici percettive (SUPER) rappresentano un sussidio terapeutico utile in riabilitazione per le patologie dolorose del rachide e per patologie neurologiche come la malattia di Parkinson. Partendo dalle caratteristiche tecniche delle superfici percettive formate da cunei di diversa comprimibilità e memoria elastica su un supporto di legno rigido, esse rappresentano un contesto percettivo variabile per il paziente con finalità di: I) rendere consapevole il paziente della posizione dei propri segmenti corporei attraverso la percezione della linea mediana II) modificare il tono muscolare attraverso l’esplorazione dei contesti percettivi variabili III) ripristinare il flusso di informazioni alterato dalla patologia di base IV) aumentare la soglia del dolore. Il trattamento con le superfici percettive, che si divide in quattro fasi (la valutazione percettivo- motoria , la fase percettiva, la fase attiva e la valutazione appoggi) ha come fine quello di ricostruire una corretta immagine del tronco a partire dalla specificità patologica spostando l’attenzione del paziente sul campo percettivo e permette di integrare anche elementi proprie della motor imagery rehabilitation. Le superfici percettive si focalizzano sul superamento della incoerenza percettiva propria nel dolore lombare cronico ed in un corretto riallineamento posturale riconducendo l’attenzione del paziente sulla linea mediana e recuperando la “frammentabilità” del tronco. Una relazione organizzativa che viene spesso perduta nelle patologie vertebrali è proprio la flessibilità o frammentabilità del tronco, cioè la capacità del segmento di sganciarsi dal comportamento dell’insieme. Una perdita di questo tipo produce una riduzione della qualità del movimento, traducibile in segni immediatamente evidenti sia per il paziente che per il terapeuta: il mal di schiena, nella definizione di A. Berthoz, è una patologia da mancata coerenza. Il paziente, durante il trattamento con le superfici percettive, può quindi essere posto davanti ad un compito percettivo, che richiede per questo l’integrità di alcuni processi cognitivi, quali l’attenzione e la percezione, nonchè la possibilità di interagire attivamente con la superficie di contatto.
Secondo queste modalità operative si sfrutta la potenzialità di un contesto di superfici variabili e multiple, per esempio per collegare i diversi segmenti vertebrali in compiti di complessità crescente partendo dal considerare il corpo e nello specifico il tronco come “ superficie recettoriale “ secondo i canoni della riabilitazione neuro-cognitiva. La definizione del dolore di C. Perfetti cita“ Non è il dolore che impedisce di percepire il corpo, ma è il fatto di percepire male il corpo che determina dolore “ (Perfetti C. 2007) .

Recenti studi riportano l’efficacia del trattamento con le superfici percettive nella lombalgia cronica aspecifica (LBP) secondo un protocollo che prevede 10 sessioni con una frequenza di due volte a settimana della durata di 60 minuti (1): i risultati dimostrano come il sollievo generale del dolore è stato più rapido ed intenso nel gruppo con trattamento riabilitativo percettivo rispetto al gruppo Back School (BS), mentre non ci sono state differenze rispetto alle scale sulla disabilità legate al mal di schiena. In conclusione: la riabilitazione percettiva ha effetti positivi immediati sul dolore mentre la BS riduce la disabilità legata al mal di schiena in arco temporale più lungo ma con un buon mantenimento al follow-up. Inoltre, le superfici percettive, rispetto al trattamento BS nel dolore lombare cronico, sono più efficaci nel migliorare la stabilità posturale ed il riallineamento del tronco (2): i risultati di uno studio stabilometrico dimostrano come nei pazienti con LBP che hanno effettuato il trattamento con le Superfici si evidenzia una riduzione della lunghezza del gomitolo e della velocità di oscillazione latero laterale del CoP maggiore e statisticamente significativa rispetto al gruppo BS. Nei pazienti con un dolore lombare spiccato (VAS >5), e che spesso quindi mal tollerano la rappresentazione della linea mediana, le SUPER mantengono la loro efficacia anche senza ricorrere all’utilizzo della linea mediana nella seduta riabilitativa (3). Rispetto a patologie di tipo neurologico, come la malattia di Parkinson, le SUPER si sono dimostrate efficaci nel migliorare l’equilibrio sia statico sia dinamico nel paziente con malattia di grado lieve – moderato (4,5,6): dopo l’intervento riabilitativo, sia il punteggio di equilibrio della Tinetti Gait (p = 0,007) sia il punteggio della Tinetti balance (p = 0,011 e p = 0,016) sono migliorate. Viceversa, nella fase di non intervento, della stessa durata del trattamento ( 12 sessioni – due volte a settimana della durata di 60 minuti) , è stato osservato una significativa riduzione del punteggio della Tinetti Balance (p = 0,010) e nessun cambiamento significativo in termini di punteggio nella Tinetti Gait che però non è tornata ai valori iniziali pre- trattamento.

Bibliografia

1. Morone G, Iosa M, Paolucci T, Fusco A, Alcuri R, Spadini E, Saraceni VM, Paolucci S. Efficacy of perceptive rehabilitation in the treatment of chronic nonspecific low back pain through a new tool: a randomized clinical study. Clin Rehabil. 2012 Apr;26(4):339-50.

2. Paolucci T, Fusco A, Iosa M, Grasso MR, Spadini E, Paolucci S, Saraceni VM, Morone G. The efficacy of a perceptive rehabilitation on postural control in patients with chronic nonspecific low back pain. Int J Rehabil Res. 2012 Dec;35(4):360-6.

3. Vetrano M, Pournajaf S, Vulpiani MC, Santoboni F, Paolucci T, Spadini E, Ferretti A, Saraceni VM. Perceptive rehabilitation of patients with non-specific chronic low back pain: the role of body midline. A randomized controlled trial. Eur J Phys Rehabil Med. 2013 Aug;49(4):517-25.

4. Paolucci T, Morone G, Fusco A, Giuliani M, Rosati E, Zangrando F, Saraceni VM, Paolucci S, Iosa M. Effects of perceptive rehabilitation on balance control in patients with Parkinson’s disease. NeuroRehabilitation. 2014;34(1):113-20.

5. Paolucci T, Piccinini G, Paolucci S, Spadini E, Saraceni VM, Morone G. Tactile and proprioceptive sensory stimulation modifies estimation of walking distance but not upright gait stability: a pilot study. J Phys Ther Sci. 2015 Oct;27(10):3287-93.

6. Morrone M, Miccinilli S, Bravi M, Paolucci T, Melgari JM, Salomone G, Picelli A, Spadini E, Ranavolo A, Saraceni VM, DI Lazzaro V, Sterzi S. Perceptive rehabilitation and trunk posture alignment in patients with Parkinson disease: a single blind randomized controlled trial. Eur J Phys Rehabil Med. 2016 Dec;52(6):799-809.

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